21/08/2014

Primo mese del Teatro Pinelli guardando al futuro

Il Teatro Pinelli ha festeggiato ieri il suo primo mese di vita. E insieme alla prima candelina è arrivata anche una richiesta di sgombero dei locali dell’ex Teatro in Fiera e dell’ex Irrera a mare da parte dell’Autorità Portuale, accompagnata da riferimenti a presunte turbative dell’ordine pubblico, evocazioni di  espropri proletari ed altri richiami ad epoche e situazioni passate.

Le prime avvisaglie di un cambiamento di toni da parte dell’ente di via Vittorio Emanuele, che fino a due giorni fa era stato caratterizzato da un atteggiamento aperto nei confronti degli occupanti del Pinelli, si sono avute all’indomani del consiglio aperto della Quarta Circoscrizione, quando alle aperture formali del segretario generale dell’Autorità Portuale Francesco Di Sarcina era seguita la chiusura dell’ex Irrera a mare, occupato dal 22 dicembre scorso, che era stata spiegata dal dirigente con “esigenze di sicurezza poste dalla Questura di Messina”, che finora però non hanno avuto riscontro in atti o pronunciamenti formali da parte dell’istituzione tirata in ballo.

Il Collettivo che gestisce gli spazi occupati ha risposto rivendicando le ragioni di una liberazione dal basso e di una gestione democratica e partecipata degli ampi spazi della Fiera, da troppo tempo sottratti alla cittadinanza. All’innalzamento dei toni da parte dell’Autorità Portuale, che rivendica il diritto a gestire spazi che le sono stati assegnati dalla legge 84 del 1994, il Pinelli ha risposto con un contraddittorio serrato in diverse trasmissioni radio e televisive locali e con il rilancio delle proprie attività sul territorio.

“Non accettiamo di essere accusati di illegalità o di ostruzione dei lavori di recupero dell’area da chi ha lasciato morire nella più totale indifferenza uno dei luoghi fondamentali per lo sviluppo sociale, culturale ed economico dell’intera città di Messina -si legge in una nota del Teatro Pinelli al termine di una partecipata assemblea di riflessione sugli ultimi sviluppi- né possiamo accettare che la titolarità delle decisioni ultime su ciò che appartiene a tutti e tutte risieda esclusivamente in capo ai responsabili della gravissima condizione in cui versa oggi l’intera cittadella fieristica, i cui cancelli ancora chiusi rappresentano simbolicamente la relazione che l’Autorità Portuale intende intrattenere con i cittadini di Messina.

Il Teatro in Fiera Pinelli, diventando un crocevia di relazioni, di performance artistiche, di incontri utili a ricucire dal basso il tessuto di una nuova, vera, democrazia è stato vissuto da una pluralità in fermento. Dai lavoratori dell’ex fabbrica Triscele a quelli del Teatro Vittorio Emanuele umiliati dall’inadeguatezza della classe dirigente della nostra città, fino a molti altri tra cui Giovanni Renzo, Luca Fiorino, Carullo-Minasi, Angelo Campolo, Federica De Cola, Accademia Sarabanda, Giovanni Boncoddo, Danzarte, Tino Caspanello, Donatella Venuti, Gianfranco Quero, Katia Pesti, Margherita Smedile, Il Castello di Sancio Panza, Antonio Lo Presti, Ninni Bruschetta, Maurizio Marchetti, Francesca Borgia, Renzo Di Chio, Daniele Gonciaruk, Roberta Ricci, Luciano Pensabene, Stefania De Cola, Francesco Aiello, Raul Gagliardi, Carmelo Geraci, Mimì Sterrantino, Toti poeta e molti altri. Tutto questo fa paura ai pochi che difendono interessi contrapposti al bene comune”.

Intanto sono numerosi gli attestati di stima che il Pinelli continua a ricevere. Il presidente del Cesv Nino Mantineo ha inviato un telegramma al prefetto di Messina Stefano Trotta in cui “Si esprime viva preoccupazione, rimostranza e grande allarme per rischi di tensione sociale per ogni intervento che fosse messo in atto dalle forze dell’ordine, finalizzato allo sgombero degli spazi del Teatro in Fiera  (Pinelli) “ e si “raccomanda il metodo della concertazione e del dialogo tra tutti i soggetti, scongiurando ogni intervento repressivo”.

Lettere aperte di sostegno sono giunte dall’Arci Circolo Thomas Sankara, dall’Arcigay Makwan, il cui presidente Rosario Duca fa appello al questore “affinché si scongiuri il pericolo di un’altra Diaz”, e dal circolo di Sinistra Ecologia Libertà “Matteo Cucinotta”, la cui portavoce Sofia Martino ha definito l’esperienza del Pinelli “un sussulto di dignità che tenta di strappare al degrado un importante spazio cittadino”.

Per celebrare i primi 30 giorni di occupazione del Pinelli, sono stati organizzati momenti di incontro e volantinaggio con gli abitanti  dei quartieri circostanti. In serata poi, assemblea con tutti gli artisti e i lavoratori che in un mese di occupazione hanno attraversato gli spazi del Teatro in Fiera e dell’ex Irrera a mare con letture, video e performance. Alle 21 un concerto a cura dell’orchestra del Vittorio Emanuele, poi una performance di “Tango Y Malambo Fantasia” con Mario Taviano, Gianluca Rando, Carla Andaloro, Valerio Marino e Domenica Palmisano e per concludere un concerto di Davide Di Rosolini.


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