Nel match che si è aperto nel PD regionale i primi round sono andati a Giuseppe Lupo. Le prossime riprese, però, rischiano di mettere il segretario regionale alle corde. È presto per ipotizzare un KO alla fine dell’incontro, anche perché Lupo si è dimostrato, fino ad oggi, un validissimo incassatore.
La riunificazione del centrosinistra palermitano, con il passo indietro di Orlando e le primarie fissate per il 4 marzo prossimo, rappresentano per Lupo il massimo che si poteva ricavare. La tesi del segretario è semplice: l’allargamento alle forze moderate e autonomiste non può sacrificare i tradizionali compagni di strada del PD.
“Dobbiamo ampliare la coalizione, partendo dal centrosinistra. A Palermo -spiega Lupo- non è stato possibile aprire alle forze moderate ed autonomiste. E allora, dovendo scegliere, optiamo per la nostra coalizione”. La sua posizione, per altro suffragata dalla maggioranza della Direzione Provinciale di Palermo del PD con la benedizione di Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale, ha fatto andare su tutte le furie l’area Innovazioni di Genovese, Cardinale e Papania ed il tandem Cracolici-Lumia.
Così è partita la raccolta di firme all’interno dell’Assemblea Regionale del PD per una convocazione per la discussione della richiesta di dimissioni del segretario regionale. L’appuntamento è fissato al San Paolo Palace di Palermo per domenica 11 marzo, la settimana successiva alle primarie per la scelta del sindaco di Palermo.
La competizione per l’individuazione del candidato a Palazzo delle Aquile sarà un passaggio fondamentale per le sorti di Lupo. Rita Borsellino parte favorita, Cracolici e Lumia spingono sull’ex IDV Fabrizio Ferrandelli, mentre Monostra e Faraone erodono consensi alla candidata del PD. La forza politica di Lupo di fronte all’Assemblea Regionale del PD dipenderà non soltanto dalla vittoria dell’europarlamentare, ma almeno da due fattori importanti. Innanzitutto la partecipazione complessiva alle primarie ed il distacco della Borsellino dagli altri candidati.
Lupo ha sempre sostenuto che con “Rita vinciamo al primo turno”. Quindi la forza della candidatura dovrà essere nettamente intelligibile alle primarie, perché solo cosi dopo sette giorni il segretario potrà dimostrare la validità della sua linea politica e l’apprezzamento di elettori e simpatizzanti del PD. Ma Lupo può contare anche sulle divisioni del fronte che lo avversa. Le recenti dichiarazioni di Francantonio Genovese che ha fatto capire di essere pronto a sostituire Lupo, non fanno stare tranquilli Giuseppe Lumia e Antonello Cracolici. Per il senatore e per il capogruppo all’ARS una simile ipotesi è quanto meno indigesta. E poi c’è il gruppo degli oppositore al Governo Lombardo (Bianco, Capodicasa e Crisafulli) che fino ad oggi non sono stati certo generosi nei confronti dell’equilibrismo di Lupo, ma che nella nuova situazione politica potrebbero diventare utile stampella al segretario in crisi.
E un ruolo non secondario lo svolgerà la segreteria nazionale, perché Bersani ha dato piena copertura politica al suo omologo regionale. Intanto tutti si preparano per la conta in Assemblea Regionale. Da Innovazioni si ostenta la forza dei numeri per rivendicare il ruolo di guida del partito siciliano, ma Lupo, che in questi anni ha girato in lungo e in largo i circoli e le federazioni della Sicilia, scruta la lista dei componenti del parlamentino dei democratici siciliani convinto di poter uscire dall’angolo.

