28/05/2012

Il PD: “Non accettiamo più ricette mistificatrici dell’ultima ora

“La Crisi economica e finanziaria di Palazzo Zanca richiede un governo serio della macchina amministrativa -scrive il PD cittadino.

In questi tre anni e mezzo l’Amministrazione Comunale non ha governato, non ha compiuto le scelte necessarie per risanare il bilancio dell’ente, ha nascosto i problemi che oggi si ritrovano aggravati dai tagli massicci dei fondi strutturali di Stato e Regione che hanno fatto saltare un equilibro che già si fondava su entrate incerte e inesigibili.

Siamo alla vigilia di un dissesto economico che può determinare forti tensioni sociali.  A rischio c’è la stabilità economica di  tante famiglie messinesi e la qualità della vita dell’intera comunità cittadina.

Per questo consideriamo tardiva e inefficace la decisione del Sindaco di istituire una commissione di esperti che si occupi dell’emergenza bilancio.

C’è bisogno di una radicale e condivisa rivoluzione dell’azione di governo, o comunque c’è bisogno di un governo della cosa pubblica che in questi anni è mancato.

ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI E GESTIONE RISORSE UMANE

E’ mancata un’organizzazione degli uffici e dei dipartimenti del Comune ed è mancata un’azione autorevole ed incisiva finalizzata ad indirizzare, supportare e controllare i dirigenti nell’azione amministrativa in relazione a precisi obiettivi da realizzare rispetto ai quali ogni dirigente deve essere valutato. Invece abbiamo assistito a continui spostamenti di dirigenti, funzionari e impiegati tutto questo con riconoscimenti a pioggia di indennità di risultato ingenti che sono inaccettabili a fronte dei risultati che registriamo.

Sul fronte dell’entrate

TARSU non denuciata circa 3000 accertamenti da eseguire, rallentamenti causati da esiguità di personale di polizia municipale spesso utilizzato per altri servizi e altri accertamenti;

Mancata riscossione tassa occupazione impianti pubblicitari a causa della mancanza del regolamento COSAP approvato solo da qualche giorno. Difficile quantificare le somme potenziali da incassare ma si tratta di somme consistenti considerata la quantità di impianti presenti sul territorio comunale;

Non si è proceduto alla vendita di circa 1500 alloggi di proprietà del Comune e non si è proceduto alla regolarizzazione dei contratti di locazione per almeno la metà degli alloggi di cui sopra per un diffusa illegittimità di occupazioni che avrebbero richiesto un ufficio fitti attivi dotato di organico e mezzi sufficienti e di una sinergia politico-amministrativa finalizzata al ripristino di efficienza, economicità e legalità nell’intero settore. Abbiamo riscontrato dalle audizioni in commissione consiliare del funzionario preposto, oggi trasferitosi ad altro ente per problemi di sicurezza, che alle innumerevoli richieste di unità di personale e mezzi informatici provenienti da quest’ultimo per affrontare il problema sopra esposto non è seguita una risposta da parte del Sindaco  per tutto il tempo del mandato; Abbiamo quantificato in circa 15 mln di euro l’ammontare delle risorse potenziali che si sarebbero potute ricavare da un’azione rigorosa sui fitti attivi e sulle vendite degli alloggi comunali;

Fallimento della vendita di immobili comunali non residenziali che rappresentano ancora oggi una delle voci principali su cui si regge il bilancio dell’Ente;

Non si può trascurare il recupero dei crediti dell’ente che necessita un’azione dell’avvocatura comunale che sia intransigente e accorta nel perseguire il pieno rientro dei crediti attraverso puntuali azioni legali finalizzate ad accertamenti ed ingiunzioni di pagamento.

-Sul fronte della uscite

Il contenzioso legale rappresenta una vera e propria emorragia della spesa corrente, è  una delle voci di spesa conseguente ad un’amministrazione che ha perso il controllo, che non programma, che non governa ma insegue solo emergenze. Es. mancata costituzione  in giudizio del Comune per difendersi da ricorsi e vertenze legali (casi eccellenti);

Le gestione delle società partecipate, in particolare Messinambiente e ATM, dimostrano come il non scegliere ha comportato una lenta agonia delle società pubbliche i cui debiti debbono essere ripianati dal comune proprietario o azionista.

Messinambiente

Abbiamo portato avanti una battaglia finalizzata alla trasformazione di Messinambiente in una società mista al fine di individuare un socio privato in grado di fare gli investimenti necessari per realizzare impianti moderni e rilanciare a Messina la raccolta differenziata. Abbiamo chiesto con atti formali che l’Ato Me 3 concentrasse tutti i servizi igienico-ambientali in capo a Messinambiente al fine di evitare sperpero di risorse e ottenere efficienza nei servizi. Secondo le nostre stime questo progetto avrebbe comportato l’emancipazione di Messina dalla discarica di Mazzarrà S.Andrea ed un risparmio di circa 10 mln di euro l’anno. Invece niente di tutto questo è avvenuto, da più di un anno il Sindaco fluttua nell’indecisione tra  liquidazione e ricapitalizzazione di Messinambiene, nel frattempo l’ATO ha promosso due bandi di gara andati deserti e il commissario dell’ATO ed il presidente di Messinambiente(entrambi nominato dal Sindaco)  si parlano attraverso ricorsi e vertenze presso tribunali civili e amministrativi.

ATM: 680 dipendenti, costo personale 24,5 mln di euro l’anno, costo esercizio tram 5,5 mln di euro, il Comune stanzia per l’Atm ogni anno 13 mln di euro + 3 mln nel previsionale 2011, dal 2003 al 2009 il comune non ha mai riconosciuto risorse aggiuntive per il TRAM, la Regione non riconosceva i chilometri percorsi dalla tranvia. nell’ultimo triennio si  sono avvicendati tre commissari.

 Il 28 novembre 2008 viene siglato accordo Comune-Azienda-Sindacati per piano industriale, trasformazione e risanamento dell’Azienda.  Ad oggi l’AC ha prodotto solo  una delibera due volte ritirata dove si diceva di voler liquidare l’azienda senza alcuna prospettiva per il futuro. Andrebbe redatto un piano di governance della trasformazione dell’azienda in S.p.a. prevedendo una ricognizione di tutti gli immobili del Comune e dell’Atm funzionali e pertinenti alla mobilità urbana, una proiezione del personale, verificando le unità prossime alla pensione, quelle che si possono formare e convertire per altre funzioni, avviare un processo di internalizzazione di servizi oggi esternalizzati dall’azienda trasporti (ES. MANUTENZIONE TRAM). Tutto questo necessita un piano industriale che includa il reperimento di nuovi bus condizione principale per garantire un servizio dignitoso ed assicurare il rimborso dei chilometri percorsi da parte della Regione in misura superiore rispetto allo standard attuale.

Per l’acquisto di beni e servizi proponiamo di utilizzare la convenzione Consip, prevista dalla L. 488 del 1999 art. 26 .

Siamo convinti che tutto questo richieda coraggio e un nuovo modo di governare ancorato al principio non più derogabile della spesa pubblica responsabile e della gestione economica efficiente ed efficace della cosa pubblica. I tempi non sono brevi per una tale opera ma certo non possiamo accettare più ricette mistificatrici dell’ultima ora”.

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