28/05/2012

Quando il tempo vale più del denaro

Nina Di Nuzzo, presidente della Banca del tempo di Alì Terme

Il loro motto è “Insieme è meglio”. In quasi 14 anni hanno costruito una rete dalle maglie saldissime che garantisce assistenza, interventi immediati in caso di necessità, compagnia e divertimento. E’ la Banca del tempo di Alì Terme, la prima ad essere fondata in Sicilia ed una delle poche che ancora non solo resiste ma garantisce anche ottimi risultati.

A fondarla nel 1997 Nina Di Nuzzo, 74 anni, un concentrato di energia, buon’umore e disponibilità racchiuso in un metro e sessanta, che ne è anche la presidente. Tutto è iniziato quando questa poliedrica sarta di paese (ha scritto un libro di memorie, “Aspri limoni e soavi gelsomini”, che è già alla seconda ristampa) ha sentito parlare in televisione della Banca del tempo. I meccanismi del funzionamento non sono stati subito chiari, ma ad illuminarla è stata una trasmissione di Rai Uno. Detto, fatto. Dopo pochi giorni l’energica Nina era già scesa in campo per crearne una anche ad Alì Terme, piccolo centro della costa jonica messinese dove vive e lavora. Coinvolgendo un gruppo di amiche, è riuscita a creare il primo nucleo, quello che ancora adesso è lo “zoccolo duro” della struttura e che ormai è un supporto indispensabile anche per l’amministrazione comunale.

E così c’è chi offre passaggi, chi garantisce assistenza durante le operazioni in banca o sforna dolci come non se ne fanno più. Chi sistema librerie, chi dà lezioni di taglio e cucito o di francese o persino di burraco. Ognuno mette a disposizione quello che sa fare e riceve quello di cui ha bisogno. Il socio più anziano ha 81 anni, la più giovane 23 e dai 35 iniziali si è passati agli attuali 67, anche se nel corso degli anni l’iniziativa ha coinvolto 147 persone. Il funzionamento è semplice: chi si iscrive mette a disposizione le proprie competenze e quando ha bisogno di qualcosa che non può o non sa fare si rivolge alla presidente Nina Di Nuzzo (che è anche vice presidente dell’Associazione nazionale Banche del Tempo) che lo mette in contatto con chi può dargli una mano. A tenere la contabilità delle ore date e di quelle richieste è sempre lei, Nina, che a fine anno presenta relazioni che farebbero invidia al commercialista più esperto.

“E’ solo una questione di passione -spiega Nina. Banche del tempo in Sicilia nel sono nate tante, anche a Messina, ma sono poche quelle che resistono. Non è difficile gestirle, ma come in tutte le cose è necessario metterci il cuore. Tra l’altro la Banca del Tempo è anche un modo per alleviare la solitudine di tante persone che hanno molto da offrire ma non sanno come farlo. E poi ci sono le cene mensili, organizziamo serate culturali alle quali partecipa non solo il paese ma anche gente delle comunità vicine, convegni e sagre per valorizzare i prodotti della nostra zona. Piccole cose, per carità, ma creano una rete di solidarietà che funziona davvero”.

NIna Di Nuzzo con lo stendardo del Comune che ha restaurato

“Rispetto alle esigenze dei cittadini -spiega il sindaco di Alì Terme Lorenzo Grasso- un’amministrazione non può che porsi dal punto di vista “burocratico” Grazie alla “Banca del Tempo” ed alle informazioni che ci fornisce sui singoli problemi, riusciamo ad intervenire in maniera sicuramente più umana, salvaguardando anche questo importante aspetto”.

Presenti anche nei momenti più difficili, la fama di trasparenza della Banca del tempo di Alì Terme è tale, che subito dopo l’alluvione dell’1 ottobre 2009 la Banca Agricola Popolare di Ragusa le affidò 15 mila euro da utilizzare per gli alluvionati di Scaletta. E quando arrivò un resoconto dettagliatissimo su come e quando era stata spesa la somma, sbalordita da tanta precisione e correttezza la BAPR consegnò alla Banca del tempo alese altri 15 mila euro da distribuire anche alla popolazione di Giampilieri.

Punto di riferimento in Sicilia per chiunque voglia aprire una Banca del Tempo, quando nel 2003 saltò l’organizzazione nazionale Nina Di Nuzzo è riuscita a tenere in piedi la rete italiana insieme ad altre volontarie sparse in altre regioni creando dei “tavoli itineranti” e quando nel 2007 è finalmente nata l’Associazione nazionale Banche del Tempo, l’atto costitutivo è stato firmato ad Alì Terme. “La mia più grande soddisfazione -aggiunge Nina- è la Festa di inizio estate, con la quale dal 1998 celebriamo il nostro anniversario, perché vengono responsabili e volontarie delle Banche del Tempo da tutta l’Italia. E questa è la dimostrazione, proprio come recita il nostro slogan, che “Insieme è meglio”. Nel corso di questi anni ho aiutato 4 ragazze a scrivere la tesi di laurea sulle Banche del Tempo: Mariella Sparicio, Giuliana Galeotti, Marina Ciulla e Rita Russo. Tutte hanno avuto 110 e lode, due di loro sono state relatrici nei nostri convegni e Marina Ciulla ha partecipato alla presentazione dell’Associazione Nazionale delle Banche del Tempo, nel febbraio del 2008 che si è svolta a Roma nella sala della Protomoteca in Campidoglio e insieme a lei c’erano molti altri ragazzi neolaureati provenienti da ogni parte d’Italia”. Nata nel Nord Europa alla fine dell’Ottocento per sopperire ad una grave crisi economica, l’iniziativa è arrivata in Italia nel 1992. La sede nazionale è a Roma e la presidente è Maria Luisa Petrucci.

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